Notice: Undefined index: host in /srv/users/serverpilot/apps/mastersgp/public/textpattern/lib/txplib_db.php on line 28
Galileo SGP: Influenza A, gli errori e il dolo
Galileo SGP
pagine a cura degli studenti


Tag cloud


Home / Articoli

MEDIA E SANITA’

Influenza A, gli errori e il dolo

Jul 13, 05:40 AM | di Clea Scala | tags:

Poco più di un anno fa arrivava in Europa l’influenza A. Sembrava che l’intero pianeta dovesse soccombere sotto i colpi del virus. Ma dopo mesi di prospettive apocalittiche e messaggi allarmistici, ci ritroviamo oggi con milioni di dosi di vaccini non utilizzate, e con una grande confusione su ciò che è stato e ciò che sarà. Come è potuto succedere? E di chi è la colpa? Lo abbiamo chiesto a Pietro Greco, esperto di comunicazione scientifica e direttore del Master in giornalismo scientifico della Sissa di Trieste.

Cosa non ha funzionato nella campagna di prevenzione e di comunicazione messa a punto dalle autorità italiane?

“Una delle prime cause riguarda l’aver messo in discussione il vaccino, lo strumento per contrastare questa pandemia, e non solo in Italia. Negli Stati Uniti per esempio il vaccino è arrivato tardi, quando il virus si era già enormemente diffuso. In Italia è arrivato relativamente prima. Eppure da noi gran parte delle persone non si è vaccinata”.

Perché?

“I medici hanno da subito mostrato molto scetticismo, e molti di loro non si sono vaccinati, facendo addirittura propaganda contro il vaccino. Inoltre, quando il virus è finalmente arrivato in Italia si è capito, dopo un primo periodo di forte allarmismo, che non era così potente come era stato detto. E che la malattia avrebbe avuto lo stesso grado di pericolosità di una normale influenza”.

Non rischiamo che in futuro, quando davvero arriverà un virus pericoloso, la gente non crederà più agli allarmismi?

“Sì. Se avremo una pandemia effettivamente aggressiva la gente sarà comunque scettica. E allora correremo dei grossi rischi. Se uno grida continuamente “al lupo, al lupo!” in assenza di pericoli, quando l’animale fa una strage di pecore la gente non ascolta l’allarme”.

Cosa succederà se il prossimo anno dovesse ripresentarsi l’influenza suina?

“Mi auguro che il virus torni, ma nella stessa forma. Così saremo tutti “naturalmente” vaccinati, e il nostro sistema immunitario avrà le risorse per combatterlo da solo. Se invece il virus dovesse ripresentarsi in una forma più aggressiva, ci troveremmo di fronte alla necessità di fare una nuova campagna di vaccinazione. Dunque dovremo produrre un nuovo vaccino (che costerebbe molto), e dovremo convincere la gente a vaccinarsi, a differenza di quanto non ha fatto quest’anno. Un compito non facile”.