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Galileo SGP: Così l’edificio diventa verde
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ENERGIE RINNOVABILI

Così l’edificio diventa verde

Jul 13, 09:15 AM | di Barbara Pittaluga | tags:

A livello mondiale l’energia utilizzata negli edifici rappresenta il 40 per cento del totale, e contribuisce per un quarto alle emissioni di gas serra. Un fenomeno di cui ha preso atto anche il Parlamento Europeo, che già nell’aprile 2009 aveva proposto nuove norme sull’efficienza energetica degli edifici, stabilendo un nuovo target prestazionale: si tratta di Nzeb, ovvero Net Zero Energy Building, che indica edifici a bilancio energetico nullo. I primi a dover risultare Nearly (specifica aggiunta in una modifica del 2010) Nzeb, entro il 1 gennaio 2019, saranno gli edifici pubblici, seguiti – dal 2021 - dalle altre strutture.

Tuttavia il documento del Parlamento Europeo non chiarisce nei dettagli il significato di Nearly Net Zero Energy. E mancano ancora delle deadlines per arrivare ad una definizione ufficiale e condivisa.

Ora un progetto internazionale (“Towards Net Zero Energy Solar Buildings”), promosso dall’International Energy Agency (Iea), che coinvolge oltre 20 paesi e 40 istituzioni, tra poli universitari e centri di ricerca, ha l’obiettivo di dare una base scientifica a questa definizione, così da rendere efficace e uniformemente applicabile la Direttiva. Di questo progetto, in veste di coordinatrice di una delle sue diramazioni, parla  Assunta Napolitano, ingegnere presso l’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Accademia Europea (Eurac) di Bolzano.

Dottoressa Napolitano, manca ancora una definizione ufficiale e condivisa di Nzeb. Quali sono le questioni ancora da risolvere?

“In generale un Nzeb è un edificio che produce tutta l'energia che consuma. Tuttavia dietro questa definizione si nascondono diverse domande. Da quale fonte deve produrre l'energia un edificio: solo da fonti rinnovabili o anche da altre fonti (gas per caldaia o cogenerazione)? E quale bilancio deve risultare nullo: quello di energia primaria, quello delle emissioni Co2, o quello dei costi? L’energia impiegata per la realizzazione dello stesso edificio deve essere inclusa fra i consumi oppure tralasciata? Queste ed altre problematiche sono state affrontate e si stanno affrontando nell’ambito del progetto cui partecipiamo, nel tentativo di identificare pro e contro di diverse potenziali definizioni di Nzeb, così da scegliere la soluzione più coerente dal punto di vista scientifico”.

Quali iniziative dovrebbero prendere i governi dei vari paesi per  adeguarsi  alla Direttiva?

“L'obiettivo prefissato dalla Commissione Europea è ambizioso, e richiede un grande sforzo da parte di tutti gli Stati membri, soprattutto perché i primi edifici che dovranno rispondere a tale target prestazionale sono proprio quelli occupati dalle amministrazioni pubbliche. Per raggiungere l’obiettivo stabilito anche per gli edifici privati (2021) sarà necessario che le tecnologie da fonti rinnovabili - che già esistono - si diffondano e diventino economicamente più accessibili, così come anche le misure di efficienza energetica  per l’edilizia.  Ne è la prova la diffusione del fotovoltaico, cui abbiamo assistito appena sono stati concessi incentivi. La stessa Commissione Europea prevede che entro il 30 giugno 2011 gli Stati membri delineino misure e strumenti, inclusi quelli di natura finanziaria, per promuovere i nuovi obiettivi della direttiva sulla performance energetica degli edifici (Epbd).

Secondo lei le opere dal grande impatto mediatico – come la Eurosky Tower di Roma - che puntano sull’eco-sostenibilità, possano contribuire a sensibilizzare  l’opinione pubblica sull’impatto ambientale delle abitazioni?

“La costruzione di opere cosiddette "grandiose" sicuramente può contribuire a risvegliare le coscienze sull'impatto ambientale, perché introduce l'argomento nel dibattito pubblico e spinge ad essere più consapevoli. Tuttavia, a mio avviso, il solo fattore che garantisce una comunicazione positiva del progetto e un’elevata ricettività da parte del pubblico e degli attori principali del settore, è la verifica dei dati reali di prestazione di un edificio, tramite validi sistemi di monitoraggio”.


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