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Galileo SGP: Un enzima contro la dipendenza
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COCAINA

Un enzima contro la dipendenza

Jul 14, 12:58 PM | di Massimiliano Oddi | tags:

Un enzima presente nei batteri che circondano le radici della pianta di coca (Erythroxylum coca), la cocaina esterasi (CocE), è stato individuato e modificato per ridurre gli effetti tossici della sostanza, rendendo inattivi i suoi metaboliti attivi, norcocaina e cocaetilene. La ricerca condotta dagli scienziati dell’università del Michigan, della Columbia e del Kentucky, Usa, è stata pubblicata su Molecular Pharmacology.

I ricercatori americani hanno analizzato il potenziale CocE, che può trasformare la cocaina e i suoi metaboliti mille volte più rapidamente del butirrilcolinesterasi, l'enzima prodotto dall’organismo. Questi metaboliti attivi sono molto pericolosi e hanno un effetto più marcato e tossico della cocaina stessa. Il CocE, tuttavia, è instabile e si degrada alla temperatura di trentasette gradi. Gli scienziati, tramite tecniche di ingegneria genetica, lo hanno modificato per evitare che si inattivasse una volta somministrato. Verificando, inoltre, che l'enzima non perdesse le sue caratteristiche in presenza di altre sostanze, come alcol, nicotina e morfina.

Gli esperimenti sono stati condotti su ratti da laboratorio, nei quali erano stati riprodotti gli effetti della tossicodipendenza da cocaina. Tramite un interruttore, gli animali potevano ottenere delle dosi regolari di sostanza. Una volta trattati con il CocE, i ratti hanno ridotto significativamente la frequenza delle richieste rispetto a quelli non trattati, dimostrando l’efficacia d’azione della cocaina esterasi modificata (DM-CocE).

Secondo Friedbert Weiss, dello Scripps Research Institute californiano e autore di un precedente studio sulla DM-CocE pubblicato sul Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics, “l'enzima DM-CocE è in grado anche di fornire una protezione a lungo termine contro gli effetti tossici di una dose potenzialmente letale. I risultati – continua lo studioso - fanno ben sperare per un trattamento efficace, sia per prevenire la tossicità dell'uso di droga, sia per contrastare la dipendenza in coloro che ne fanno uso da tempo”. D’altra parte, aggiunge Weiss, le terapie farmacologiche sono solo una parte del lungo e difficile percorso di disintossicazione, che deve essere supportato in maniera sinergica da medici e psicologi. Non si deve, infatti, correre il rischio di avere un approccio superficiale alla droga: abusare di cocaina è comunque pericoloso, anche se dovesse esistere un farmaco contro la dipendenza.

Ma la terapia farmacologica è ancora lontana. Parla Emanuele Bignamini