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Galileo SGP: Di corsa contro l’Alzheimer
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DEMENZE

Di corsa contro l’Alzheimer

Sep 1, 11:41 AM | di Julia Rizzo | tags:

Nei laboratori del Cnrs dell’Università di Bordeaux, in Francia, i topolini non hanno un attimo di tregua. Devono allenarsi facendo girare la ruota sotto gli occhi attenti dei ricercatori. I quali hanno un obiettivo: capire se l’esercizio fisico possa avere effetti preventivi o migliorativi sulla salute mentale, e in particolare su alcune malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Secondo l’ipotesi della “riserva cognitiva”, infatti, l’esercizio fisico, le attività sociali e quelle intellettuali sviluppano una sorta di “ammortizzatore mnemonico”, in grado di attenuare il deficit di memoria dovuto all’invecchiamento e alle demenze.

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori francesi hanno studiato un campione omogeneo (maschi e femmine) di topi transgenici, con un genotipo caratteristico da sindrome di Alzheimer. “Esistono diversi modi di indurre i sintomi neurologici di questa malattia nel topo”, spiega Susanna Pietropaolo, ricercatrice che ha partecipato allo studio. “Il più adottato consiste nel creare topi transgenici, nel cui genoma vengono introdotte una o più mutazioni, che sono state riscontrate in pazienti di Alzheimer. Il comportamento e le caratteristiche cerebrali di questi topi vengono poi confrontati con altri esemplari, che differiscono solo per l’assenza delle suddette mutazioni introdotte. In questo modo si esclude che la presenza di sintomi sia dovuta ad altri fattori, come per esempio un diverso fondo genetico o diverse condizioni di allevamento”.

I ricercatori hanno quindi creato una linea di topi che presentavano caratteristiche comportamentali (deficit cognitivi) e cerebrali (presenza di placche beta-amilodi e aggregati neuro fibrillari) simili a quelle riscontrate nei pazienti ammalati di Alzheimer, da utilizzare come modello. Gli animali sono stati sottoposti all’esercizio fisico per sei mesi. In seguito, così allenati, i topi transgenici hanno eseguito una batteria di test e comparati con un gruppo di controllo, composto da topi non mutati.

In un primo test, relativo all’ansia, i topi venivano osservati in un labirinto a croce, con bracci coperti e scoperti. L’idea è che i bracci scoperti richiedano all’animale una buona dose di coraggio, a causa della maggiore esposizione rispetto a quelli coperti. Se il topo passava più tempo in questi ultimi, i ricercatori registravano una maggiore predisposizione all’ansia. Un secondo test era invece relativo all’apprendimento/memoria, e consisteva nella capacità di individuare una piattaforma posizionata in una vasca piena di acqua. Ai topolini veniva dunque richiesto di visualizzare un oggetto e di ricordarne la posizione anche quando questo era sommerso. Un terzo test misurava infine la reattività in risposta a uno stimolo acustico.
Analizzando i risultati dei test, i ricercatori hanno notato che in effetti i topi sottoposti a esercizio fisico mostravano un carico di ansia inferiore al controllo: tuttavia, il miglioramento era evidente soltanto nei topi femmina. Non solo: l’allenamento non sembrava avere effetti sulla reattività allo stimolo acustico. Anche nei test di apprendimento/memoria i topi transgenici di sesso femminile mostravano risultati migliori nella riduzione dei deficit in seguito all’esercizio fisico, senza tuttavia modificazioni del danno cerebrale. In generale, dunque, secondo i ricercatori l’attività fisica aveva migliorato le performance cognitive, ma solo negli esemplari femmina.

“In generale, è stata riscontrata negli esseri umani una maggiore predisposizione del sesso femminile a contrarre la sindrome di Alzheimer. I risultati ottenuti da noi a Bordeaux – conclude Pietropaoli – confermano una maggiore severità dei sintomi cognitivi e del danno cerebrale nei topi transgenici di sesso femminile”. Tuttavia, aggiunge la ricercatrice, uno stile di vita attivo e stimolante, sia dal punto di vista fisico che intellettuale, può ritardare l’insorgenza di questa patologia neurodegenerativa e attenuarne la severità dei sintomi.